domenica 24 luglio 2011

CELLULINE GRIGE ?

Stamattina mentre facevo un po' di pulizia in cucina ho ascoltato a radio3 una trasmissione su Tagore, il poeta indiano Premio Nobel per la letteratura nel 1913. Ho trovato molto stimolante l'intervento di un medico (psicologo?) che ha spiegato che la meditazione nelle religioni orientali fa in modo che la mente "non pensi", bisogna cioè abbandonare ogni attività "di pensiero attivo" e lasciarsi andare guardando i pensieri esternamente. Non so spiegare meglio quello che ho capito, scusate.
Per fare questo diversi sono i metodi di aiuto : dalla visualizzazione di colori alla nenia che fa "dondolare" il corpo e rilassa la mente.
Ho fatto ambedue queste esperienze e ho constatato che dopo ero decisamente più serena. Con questo metodo (del rilassamento) sono riuscita a smettere di fumare , ormai più di 20 anni fa, Ho quindi sperimentato la validità della meditazione. Ma non sono stata costante.
Il medico ha concluso il suo intervento spiegando proprio questo, bisogna iniziare piano piano, anche solo con 5 minuti di meditazione al giorno, ma farla tutti i giorni, prenderne possesso per poter continuare e progredire.
Vero, ho pensato, ma perché io che lo so non lo faccio ?
Non ho un obbiettivo forte da raggiungere, mi sembra di perdere tempo, ho sempre qualche cosa da fare di "urgente" : solite scuse.
In realtà so che, come tutti gli individui, mi riesce molto più facile "farmi del male" piuttosto che "farmi del bene".
Insomma avrei bisogno di un obbligo e non della mia libertà. A questo punto mi sono data della stupida ovviamente, ho riconosciuto appieno la mia incapacità razionale ma anche emotiva.
E da cosa nasce cosa. O meglio da pensiero nasce pensiero e mi sono ricordata delle preghiere in latino, della messa in latino, di cui la maggior parte dei "recitanti" non capiva nulla e si lasciava andare a quel ritmo a quella ninna nannna che consentiva al cervello di "staccare" e, senza consapevolezza, la meditazione, simile a quella orientale, ricaricava i fedeli.
E un altro anello si è aggiunto : Care memorie , primo libro della trilogia scritta da Marguerite Yourcenar (scrittrice che amo molto) . Tra le tante narrazioni ricordo la descrizione della partecipazione alla Messa quotidiana di una sua nonna (o ava) che in quel momento del giorno pensava solo a sé stessa e con qualunque tempo e nonostante qualsiasi evento familiare tutte le mattine andava a piedi in chiesa e si "caricava" per affrontare (sopportare) la giornata che l'aspettava. Andava quindi non "a pregare" ma "a meditare" in un ambiente che non distraeva ma faceva concentrare in sé stessi.
Un altro anello : una messa a cui ho partecipato in memoria di una giovane collega morta troppo presto, la chiesa era quella dell'Istituto delle Sacramentine - Adoratrici perpetue - e ho così saputo che 24 su 24 almeno 2 suore a turno rimanevano in chiesa ad adorare il SS Sacramento. E in quel triste momento  so di avere pensato che rimanere 2 ore in quell'ambiente a "pregare"  forse mi avrebbe aiutata a staccarmi da tutte le inutili cose che mi preoccupavano per "vedere" l'essenziale.
Concludendo (per ora) : l'obbligo della messa e delle preghiere in latino era utilissimo per ricaricarsi, anche se non si capiva nulla di ciò che si diceva. Anzi proprio per questo.
Pregare in italiano razionalizza troppo. Io ho voluto capire quello che dicevo e ho iniziato quindi a ragionare sulle parole e non sono più riuscita a "meditare" . E mi sono allontanata dalla religione liberandomi così dagli obblighi.
E per poter meditare ora mi devo obbligare : certo è più nelle mie corde essere consapevole ma devo riconoscere che è anche più faticoso.  Come al solito : è meglio non ragionare troppo e lasciarsi andare.
E ora ci riprovo ?

5 commenti:

Caty ha detto...

cara Caty , intanto l'investigatore dalle celluline grige è il mio preferito:-); poi in questo periodo mi è stato consigliato da un collega il libro - i racconti di un pellegrino russo -.Penso che in realtà bisogna trovare il proprio modo di " meditare " , penso insomma che ognuno di noi ha i suoi modi ed i suoi tempi che possono annche non essere quelli dettati dai canoni,anche se sò che abbiamo avuto un'educazione in cui questo tempo di quiete non era contempòato e passava quasi come perdita di tempo.Concediti del tempo ,sai in fondo anche quaando sei li intenta a cucire con il tuo gruppo di amiche stai meditando , perchè di sicuro i pensieri non si fermano; devi solo ricpordare che sei una donna in gamba !!

marinella ha detto...

E perché no, la medicina tradizionale cinese dice che dobbiamo avere la testa fredda e i piedi caldi (sia in senso figurato che in senso letterale) in occidente tendiamo ad avere la testa troppo calda, sempre piena di idee e pensieri, non siamo più capaci di lasciar andare. Io medito molto raramente, ma dipingere mi rilassa moltissimo e anche il punto croce, il fatto di avere la mente impegnata in quello che stai facendo manualmente mette il cervello a riposo, lo trovo molto utile. Io sono una di quelle che ha più idee di quante non riesce a mettere in pratica, sono un vulcano mentale e questo alla lunga è un problema. Ciao un abbraccio

Luca and Sabrina ha detto...

Caty, è vero, passiamo tanto di quel tempo a pensare che alla fine siamo tesi come corde di violino e nemmeno ce ne rendiamo conto perchè lo consideriamo normale. La libertà dovrebbe essere anzitutto rimuovere quei pensieri che io definisco inquinanti e lasciarsi andare, la meditazione aiuta sicuramente, ma non è facile per noi occidentali. A me piace andare in chiesa quando non c'è nessuno, respirare il silenzio mi fa sentire bene, mi rilassa completamente.
Un abbraccio da Sabrina&Luca

Caty ha detto...

un piccolo pensiero per te:-)

Anna Maria ha detto...

Caty, non ho ricevuto nessun altra mail oltre quella in cui mi chiedi il mio nuovo indirizzo mail, ma non l'ho cambiato, è sempre lo stesso! comunque lo trovi nel mio profilo sotto "mail". In compenso io non ho piu' il tuo. Vedo che sono molti mesi in cui non pubblichi niente, tutto ok? Scrivimi, attendo tue nuove.
Un forte abbraccio, con affetto.
Anna Maria